L'articolo è stato inizialmente pubblicato sul sito Adepp

Poche decine, ma se fossero stati cento o mille li avrei comunque chiamati uno ad uno.

Mi riferisco ai biologi individuati dal Centro di Elaborazione dati del nostro Ente, in quella che è stata definita la “zona rossa del focolaio del virus influenzale COVID-19” che da Codogno si estende nel lodigiano. Ad oggi, quindi, i biologi messi in quarantena sono relativamente pochi. Ma domani? Appena superata la soglia dei 2500 contagiati italiani, infatti, già si parla di estendere i confini della zona rossa e della quarantena, con ulteriori ripercussioni sui lavoratori autonomi e le professioni intellettuali. In sintesi e senza troppi giri di parole, se hai una partita IVA e non lavori, non guadagni ma le tasse le paghi lo stesso.

Il calo dei redditi riguarderà solamente la zona rossa? Dalle decine di e-mail che riceviamo in questi giorni dai nostri iscritti direi proprio di no e il contagio da CoronaVirus si è già configurato come l’ennesimo dei momenti di grande criticità lavorativa dell’Italia nel nuovo secolo. 

Il terrore del contagio investe (prevalentemente ma non esclusivamente) il Nord Italia. Gli studi professionali, i laboratori di analisi e le attività di consulenza dei biologi registrano già il calo significativo di redditi e della clientela.

Daniela (nome di fantasia) da una settimana mi aggiorna costantemente al telefono. É una biologa nutrizionista e dal nostro Ordine Professionale ha appena ricevuto la deroga al divieto di esercitare online la sua attività professionale. Provvedimento di fatto dovuto e gradito, sottolinea, ma come posso chiedere a un mio compaesano di pagare per le mie prestazioni professionali via Skype in questo momento critico per tutti noi? 

Giovanna, anche lei nome immaginario, trentasettenne, ha la sclerosi multipla ed è immunodepressa. É una genetista, ha una figlia di otto anni e un marito lavoratore autonomo e vive il suo isolamento, autodeterminato per comprensibili motivi, con dignità, pacatezza e senza ipocondria. Chi pagherà la mia IRPEF? Ripete più volte, poiché leggo che i provvedimenti emanati dal governo riguardano solo i lavoratori dipendenti ed escludono gli autonomi e i professionisti.

Come Presidente di Cassa, accogliendo gli appelli e le confidenze dei colleghi giustamente spaventati dalle ripercussioni del contagio da COVID19 sul loro lavoro, vivo il conflitto quotidiano tra il desiderio di intervenire nell’immediatezza, con il sostegno e l’approvazione sentita di tutto il Consiglio di Amministrazione, e il freno posto dai dovuti accertamenti delle situazione economiche degli iscritti, al fine di agire solo in situazioni di oggettiva e certificata difficoltà. I provvedimenti destinati ai citati dodici biologi in quarantena, infatti, saranno immediati, se non altro perché questi iscritti sono già individuabili, mentre l’azione sul danno economico nelle zone gialle richiederà, nostro malgrado, più tempo.

Ancora una volta, noi liberi professionisti dovremo ricorrere prima di ogni cosa alle nostre forze, alla nostra volitiva tenacia, alla nostra creatività e professionalità. Non cedere allo sconforto e ricercare nel nostro lavoro le misure per far ripartire l’attività. 

Come Enpab agiremo prontamente e con determinata convinzione. Il Consiglio di Amministrazione procederà nelle prossime ore con seduta straordinaria ad adottare misure in merito al pagamento dei contributi, tra cui la sospensione per tutto il 2020 dei pagamenti per i professionisti risiedenti nelle zone rosse, così come un’azione commisurata allo “stop lavorativo” parametrato ai mesi di effettiva impossibilità a svolgere la professione. Si stanno valutando iniziative in accordo con i Ministeri vigilanti, maggiormente adeguate per i biologi residenti nelle cosiddette zone gialle e non solo, che stanno manifestando attraverso i canali comunicativi dell’ente gli effetti negativi a livello professionale.

Questo però non ci basta. I biologi hanno bisogno di noi già da ora. Per questo dalla seconda metà di marzo partiranno le prime misure di welfare attivo della Cassa. Gli incontri sul territorio come i Previdenza in Tour (i nostri momenti di confronto e formazione professionale), saranno organizzati su una piattaforma webinar accreditata ecm, con possibilità di raggiungere contemporaneamente mille iscritti in diretta.

I primi incontri avranno come tematica l’empowerment della professione con seminari che guidano all’autoimpresa e all’attività manageriale dei biologi. Affronteremo inoltre il tema della comunicazione professionale anche attraverso i social. I Webinar di Enpab, costantemente aggiornati su www.enpab.it, avranno cadenza quindicinale. Gli iscritti delle zone rosse sono stati tra i primi invitati a tenere via webinar seminari sulle loro aree di competenza, perché siamo certi del fatto che il migliore antidoto nei momenti di difficoltà sia la propositività e la rete che tiene tra loro uniti i colleghi.

 

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