La fotografia che emerge dall’indagine Ocse ci presenta i trend demografici legati al mercato del lavoro in Europa. Nelle pagine che seguono troverete dati importanti che ci fanno riflettere sulle conseguenze che una mancata azione politica di lungo periodo potrà causare sull’equilibrio socioeconomico della nostra Europa. Partendo dall’analisi dei dati che ne fa l’Ocse, con un occhio di riguardo alla situazione della previdenza italiana, emergono alcune linee guida che, se ben interiorizzate, possono interferire positivamente sul benessere economico del nostro futuro.

Il nostro intento, attraverso la rivista e le riflessioni sul sito istituzionale, tenta di stimolare riflessioni comuni su quanto possiamo operare in maniera condivisa per contrastare il fenomeno. Mirate azioni di welfare possono sostenere, in parte, le politiche degli Stati per affrontare il problema dell’invecchiamento della società. In Italia, le nostre Casse di previdenza professionali finanziano e ampliano molteplici forme di assistenza a favore dei lavoratori e di ex lavoratori tramite il cosiddetto welfare passivo. Ciò non è sufficiente, nell’ottica di riequilibrio del sistema Paese tra produttività e pensionamento.

Cerchiamo di fissare meglio i punti importanti di questa riflessione. L’impegno della politica deve necessariamente concentrarsi per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro sia attraverso il sostegno alle aziende che tramite l’incentivo alle assunzioni e alla produzione, vero motore dell’economia. Il mondo della previdenza, dal suo canto, partecipa a questo flusso positivo di economia sostenibile fungendo da ammortizzatore sociale, tramite le forme di assistenza strategica, ma soprattutto sostenendo i professionisti durante l’età lavorativa attraverso azioni mirate di welfare attivo. In Enpab già da qualche anno lavoriamo su progetti e bandi che hanno come focus principale il sostegno dei professionisti. L’abbiamo fatto con i progetti che hanno caratterizzato questa dirigenza fin dall’inizio, mi riferisco ad esempio al Progetto Biologi nelle Scuole, alla Giornata nazionale del biologo in piazza, ai vari bandi europei che hanno permesso a molti iscritti di valorizzare la propria idea facendola diventare un progetto professionale condiviso. Continuiamo a farlo attraverso format di grande valore aggregante come Previdenza in Tour che sta consentendo - a tutti gli iscritti Enpab che vi prendono parte – una crescita e una formazione più imprenditoriale per divenire competitivi e aggredire con gli strumenti adeguati i cambiamenti nel mondo del lavoro. Il nostro impegno non finisce qui. Ci sono ambiti, come quello ambientale, ricchissimi di risorse da allocare tra i nostri Biologi e aree di intervento da occupare da parte nostra. Per questo diventa indispensabile colmare le lacune con strategie mirate e divenire i fari del cammino professionale dei nostri iscritti verso il futuro.

L’azione principale che una Cassa di previdenza deve coniugare, insieme con l’erogazione della pensione, è il sostegno dei redditi. Non lo diciamo mai abbastanza. Più dichiariamo dei nostri redditi e più sarà adeguata la nostra pensione. Lo esprime molto bene, nel pezzo che segue, il direttore generale Massimo Opromolla distinguendo le due realtà che si vengono a creare se si è in regola con quanto incassato o se, viceversa, si crede di generare in apparenza maggiori utili non dichiarando tutto il percepito. Gli esempi proposti aiutano molto bene a comprendere quante occasioni di “utile risparmio” abbiamo perso seguendo la credenza di “non dichiarare” per “pagare meno contributi”.

Solo le azioni che salvaguardano i redditi, e li innalzano, assicurano la sostenibilità del sistema previdenziale e vanno a migliorare la contabilizzazione delle prestazioni pensionistiche future.

Le scelte politiche sui sistemi previdenziali apportate nel corso degli ultimi anni hanno permesso che il sistema reggesse ai naturali, quanto traumatici, cambiamenti demografici. Pianificare il futuro tenendo presenti questi trend è sicuramente il più valido strumento per affrontarli senza esserne travolti.

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