Skip to main content

E.N.P.A.B. sempre più vicina ai biologi – Milano 1 Dicembre 2012

Il 1° dicembre 2012 si è tenuta a Milano un’altra tappa del percorso di formazione e informazione che il nostro Ente di previdenza ha voluto organizzare, in forma gratuita per gli iscritti ed in cui, secondo un criterio ormai consolidato, accanto alla trattazione di tematiche previdenziali, quanto mai attuali anche alla luce delle ultime modifiche legislative, sono stati presentati aggiornamenti orientati a recenti sviluppi della diagnostica di laboratorio.

Accanto a dati sperimentali e clinico-analitici, sono state trattate le tematiche legate all’uso clinico e veterinario dei farmaci antibiotici, in una lettura “biologica”, non solo sotto il profilo del risultato clinico e farmacologico, ma soprattutto dal punto di vista ecologico ed ambientale.

Ha introdotto i lavori la prof.ssa Manzano, dell’Università di Udine, presentando una relazione in cui è stato fatto un confronto tra le tecniche di microbiologia classica e le applicazioni della biologia molecolare per l’analisi degli alimenti.

Il continuo aumento del consumo di prodotti di quarta e quinta gamma, la pressante richiesta da parte dei consumatori di prodotti con una shelf-life implementata, l’incremento delle contaminazioni biologiche in campo ristorativo e l’uso di antibiotici lungo la filiera alimentare sono solo alcune delle problematiche tra quelle esposte dalla prof.ssa Manzano, che così ha introdotto la riflessione sulle implicazioni ecologiche e di salute legate a questo nuovo approccio nutrizionale, intrapreso a livello globale dall’uomo.

La relazione della prof.ssa Manzano è stata, quindi, propedeutica alla relazione del prof. Peduzzi, microbiologo di fama internazionale, docente dell’Università di Ginevra e presidente della Fondazione Centro Biologia Alpina di Priora, in Svizzera, struttura pressoché unica nel suo genere in Europa.

I dati esposti dal prof. Peduzzi hanno ben evidenziato come l’uso in campo medico umano e veterinario degli antibiotici, abbia portato ad un livello di inquinamento chimico importante nei laghi elvetici, provocando una serie di cambiamenti biotici pressoché irreversibili.

Ma se la relazione del prof. Peduzzi ha ricordato ai biologi le diverse interazioni ecologiche tra uomo e natura e le responsabilità etiche conseguenti nei confronti dell’ambiente, la prof.ssa Cocuzza ed il prof. Nastasi, cattedratici rispettivamente alle Università di Milano-Bicocca e di Firenze, hanno ben evidenziato come i danni provocati da anni di utilizzo massivo e non appropriato degli antibiotici abbiano portato alla formazione di cloni resistenti, che grazie alle già richiamate tecniche di biologia molecolare è possibile individuare e studiare a livello epidemiologico nella popolazione umana.

Il futuro, quindi, non può essere solo una scelta legata alla selezione e alla preparazione di farmaci sempre più specifici, ma deve essere improntato ad un ruolo sempre più attivo del biologo, sia in un contesto di “educazione alla salute”, sia nel proporre con maggior convinzione lo strumento delle specifiche prove di sensibilità batterica per procedere ad una scelta appropriata, da parte del clinico, dell’antibiotico maggiormente adatto ed efficace in ogni singolo caso.

Questo tipo di approccio sarebbe sicuramente ottimale non soltanto per l’uomo, ma anche per tutto ciò che è “ambiente”.

Nella parte successiva dell’evento formativo è stato, quindi, l’avvocato Ambanelli, a portare un ulteriore e significativo contributo, illustrando ai presenti le difficoltà, sia in sede giuridica sia soprattutto in sede dibattimentale, connesse al “tradurre per non addetti ai lavori” i dati probatori provenienti da indagini di biologia molecolare, nel contesto di procedimenti legati alla sicurezza alimentare. Ed è per queste ragioni che la relazione seguente del dott. Pastoni è stata fondamentale per comprendere come l’evoluzione della normazione tecnica stia accompagnando sempre più il progresso tecnologico e le conseguenti implicazioni di ordine giuridico.

Ad esempio la norma tecnica internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17025 (“General requirements for the competence of testing and calibration laboratories”), riferimento fondamentale nell’ambito dei criteri di qualità analitica, ha adeguatamente affrontato i risvolti riguardanti la “scelta e validazione dei metodi” nonché la “assicurazione della qualità dei risultati”, risvolti fondamentali per garantire la veridicità delle valutazioni che ai risultati di prova si devono necessariamente associare.

 Il 1° dicembre 2012 si è tenuta a Milano un’altra tappa del percorso di formazione e informazione che il nostro Ente di previdenza ha voluto organizzare, in forma gratuita per gli iscritti ed in cui, secondo un criterio ormai consolidato, accanto alla trattazione di tematiche previdenziali, quanto mai attuali anche alla luce delle ultime modifiche legislative, sono stati presentati aggiornamenti orientati a recenti sviluppi della diagnostica di laboratorio.

Accanto a dati sperimentali e clinico-analitici, sono state trattate le tematiche legate all’uso clinico e veterinario dei farmaci antibiotici, in una lettura “biologica”, non solo sotto il profilo del risultato clinico e farmacologico, ma soprattutto dal punto di vista ecologico ed ambientale.

Ha introdotto i lavori la prof.ssa Manzano, dell’Università di Udine, presentando una relazione in cui è stato fatto un confronto tra le tecniche di microbiologia classica e le applicazioni della biologia molecolare per l’analisi degli alimenti.

Il continuo aumento del consumo di prodotti di quarta e quinta gamma, la pressante richiesta da parte dei consumatori di prodotti con una shelf-life implementata, l’incremento delle contaminazioni biologiche in campo ristorativo e l’uso di antibiotici lungo la filiera alimentare sono solo alcune delle problematiche tra quelle esposte dalla prof.ssa Manzano, che così ha introdotto la riflessione sulle implicazioni ecologiche e di salute legate a questo nuovo approccio nutrizionale, intrapreso a livello globale dall’uomo.

La relazione della prof.ssa Manzano è stata, quindi, propedeutica alla relazione del prof. Peduzzi, microbiologo di fama internazionale, docente dell’Università di Ginevra e presidente della Fondazione Centro Biologia Alpina di Priora, in Svizzera, struttura pressoché unica nel suo genere in Europa.

I dati esposti dal prof. Peduzzi hanno ben evidenziato come l’uso in campo medico umano e veterinario degli antibiotici, abbia portato ad un livello di inquinamento chimico importante nei laghi elvetici, provocando una serie di cambiamenti biotici pressoché irreversibili.

Ma se la relazione del prof. Peduzzi ha ricordato ai biologi le diverse interazioni ecologiche tra uomo e natura e le responsabilità etiche conseguenti nei confronti dell’ambiente, la prof.ssa Cocuzza ed il prof. Nastasi, cattedratici rispettivamente alle Università di Milano-Bicocca e di Firenze, hanno ben evidenziato come i danni provocati da anni di utilizzo massivo e non appropriato degli antibiotici abbiano portato alla formazione di cloni resistenti, che grazie alle già richiamate tecniche di biologia molecolare è possibile individuare e studiare a livello epidemiologico nella popolazione umana.

Il futuro, quindi, non può essere solo una scelta legata alla selezione e alla preparazione di farmaci sempre più specifici, ma deve essere improntato ad un ruolo sempre più attivo del biologo, sia in un contesto di “educazione alla salute”, sia nel proporre con maggior convinzione lo strumento delle specifiche prove di sensibilità batterica per procedere ad una scelta appropriata, da parte del clinico, dell’antibiotico maggiormente adatto ed efficace in ogni singolo caso.

Questo tipo di approccio sarebbe sicuramente ottimale non soltanto per l’uomo, ma anche per tutto ciò che è “ambiente”.

Nella parte successiva dell’evento formativo è stato, quindi, l’avvocato Ambanelli, a portare un ulteriore e significativo contributo, illustrando ai presenti le difficoltà, sia in sede giuridica sia soprattutto in sede dibattimentale, connesse al “tradurre per non addetti ai lavori” i dati probatori provenienti da indagini di biologia molecolare, nel contesto di procedimenti legati alla sicurezza alimentare. Ed è per queste ragioni che la relazione seguente del dott. Pastoni è stata fondamentale per comprendere come l’evoluzione della normazione tecnica stia accompagnando sempre più il progresso tecnologico e le conseguenti implicazioni di ordine giuridico.

Ad esempio la norma tecnica internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17025 (“General requirements for the competence of testing and calibration laboratories”), riferimento fondamentale nell’ambito dei criteri di qualità analitica, ha adeguatamente affrontato i risvolti riguardanti la “scelta e validazione dei metodi” nonché la “assicurazione della qualità dei risultati”, risvolti fondamentali per garantire la veridicità delle valutazioni che ai risultati di prova si devono necessariamente associare.

 

Maria Caterina Sforza

Biologa Nutrizionista

Contenuti correlati

Pastoni

L’ambiente. Risorsa di vita e ‘chance’ professionale

, in A scuola di previdenza

Torino, 20 aprile 2013 La figura professionale del biologo non può non essere legata da un rapporto speciale all’”ambiente”, attribuendo […]

Come fare matching nel mondo del lavoro

Professione biologo: come fare matching con il mondo del lavoro

, in A scuola di previdenza

Milano 11 ottobre, Caserta 18 ottobre 2013 Creare un ponte con il mondo del lavoro: un’ispirazione per il cambiamento Gli […]

lab2

L’ENPAB e la tutela del biologo professionista, Cosenza 14 luglio 2012

, in A scuola di previdenza

Nell’ambito dell’ iniziativa dell’ENPAB ‘A scuola di Previdenza’, che porta in tutta Italia la conoscenza dei meccanismi previdenziali ed assistenziali […]

© 2010 - 2026 E.N.P.A.B. Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi - V. di Porta Lavernale, 12 - 00153 - Roma - C.F: 97136540586 - Privacy Policy

Enpab Menu