In un’epoca in cui tutte le notizie vengono ricercate in Rete, la “verità”, quella che dovrebbero ancora garantire con rigore giornalisti e professionisti in genere, ciascuno nel proprio campo, è spesso minacciata dalla comunicazione fatta direttamente dai cittadini che rappresenta senza dubbio l’ultima frontiera dell’informazione ma che rischia di essere una strada di non ritorno per la correttezza delle notizie. Su questo solco si è avviata – ormai con largo uso trasversale – una comunicazione prodotta con contenuti volontariamente falsi, costruiti secondo criteri ormai largamente indagati ma spesso subdoli e non sempre di immediata comprensione.
Enpab emana due bandi di concorso per la selezione complessiva di 4 iscritti, che esercitano esclusivamente l’attività libero professionale di biologo che verranno selezionato per la realizzazione del progetto “Enpab e Lilt assieme per la prevenzione tumorale e la lotta alle Fake News in oncologia“, rivolto ad accrescere, diffondere e favorire la cultura della prevenzione tumorale e del corretto stile di vita. I bandi prevedono borse lavoro di 2.000,00 euro, più IVA e contributo integrativo ciascuna.
Entrambi i bandi avranno l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura previdenziale; avvicinare la Cassa ai suoi iscritti intervenendo in attività di sostegno ai redditi, al lavoro e promuovendo la visibilità dei biologi trasversalmente. I progetti, rivolti a tutte le fasce d’età, terranno conto nella selezione degli iscritti che versano in condizioni di difficoltà/criticità quali: neomamme, biologi con calo di redditi e biologi il cui studio professionale è ubicato in un territorio che ha subito danni conseguenti ad una calamità naturale negli anni 2017/2018. Avranno la durata di 3 mesi, dal 15 Aprile al 15 Luglio, per 12 ore di attività al mese, per un totale di 36 ore di attività.
Per quello che concerne l’attività (sanitaria) del Biologo Nutrizionista, esiste una legge della quale la categoria si può fregiare, ossia di una norma giuridica di rango legislativo che ne definisce le competenze nel poter valutare i fabbisogni nutritivi con ovvia conseguenza di poter elaborare fabbisogni nutrizionali e quindi diete. Infatti proprio l’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che sono oggetto della professione del Biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”.
Anche la stessa giurisprudenza amministrativa conferma le competenze del Biologo in quanto nell’ espletamento della sua attività professionale, può determinare sia la dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…..
Il 2019 si è aperto con numerose novità per sostenere i Biologi libero professionisti. Tra queste l’opportunità di usufruire dei vantaggi economici per viaggi, soggiorni, corsi di lingue straniere, noleggio auto e ulteriori servizi.
Le novità del 2019 riguardano 4 nuove convenzioni con ACCORHOTELS, EDEN VIAGGI, MSC CROCIERE e la WALL STREET ENGLISH SCHOOL.
Il sostegno alla professione rappresenta uno dei pilastri delle azioni di welfare attivo che le casse di previdenza dei liberi professionisti hanno da tempo sviluppato per rispondere ai bisogni – diversificati e peculiari di ciascuna professione – dei propri iscritti.
L’offerta di welfare attivo degli Enti appare dunque già ampia e molto articolata, con un ventaglio di prestazioni, contributi e criteri di accesso modulati sulle caratteristiche e sui fabbisogni della popolazione di riferimento.
In questo contesto, l’Enpab ha da tempo orientato le proprie scelte verso un welfare attivo che tenga conto delle criticità della libera professione, stanziando anche per il 2019 circa 700mila euro per il welfare attivo con azioni politiche di sostegno al lavoro e ricaduta sulla professione.
La legge n.145/2018 conosciuta come il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziarlo 2019” ha previsto la possibilità di estinzione dei debiti affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2017 derivanti, tra l’altro, dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli Iscritti alle casse previdenziali professionali, “con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento“.
L’Enpab aveva invitato l’Agenzia dell’Entrate dal non procedere all’applicazione delle disposizioni normative in primis per la posizione di autonomia riconosciuta dal Legislatore alla Cassa in funzione della propria natura giuridica di diritto privato e, poi, perché la definitività dell’accertamento per i crediti contributivi previdenziali, è in re ipsa trattandosi di obblighi di pagamento di debiti certi, scaduti ed esigibili. La certezza e la attualità del debito contributivo/previdenziale, infatti, sono la naturale conseguenza del loro calcolo e della loro determinazione.
L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto fondate le osservazioni dell’Enpab ed ha confermato che si atterrà alle indicazioni ricevute.
L’Enpab riconosce la facoltà all’iscritto di riscattare gli anni di laurea, con una regolamentazione ritagliata su misura. La contribuzione da versare per gli anni che si ritiene di voler riscattare è infatti rapportata alla media dei redditi degli ultimi cinque anni, come tale riferita individualmente a ciascuno di noi. Grazie alla nuova delibera del CdA da oggi si potrà rateizzare l’ammontare complessivo riscattato in 24, 60, 120 mesi e con una rateizzazione a tasso zero oltre a un vantaggio fiscale significativo se si considera che i contributi riscattati con Enpab sono interamente deducibili.
ALIMENZOGNE. Epidemia Fake news: è necessario vaccinarsi è il titolo del convegno organizzato da Enpab in collaborazione con il CREA Alimenti e Nutrizione che si terrà a Milano il 23 marzo prossimo nel contesto di Spazio nutrizione (per info www.spazionutrizione.it) e conterrá relazioni molto interessanti per comprendere quali leve psicologiche vengono azionate per confezionare le “bufale” nel campo della salute e della nutrizione. Esperti, giornalisti, psicologi e dirigenti dell’Istituto Superiore di sanità si confronteranno sull’epidemia fakenews e i possibili antidoti per combatterla.
Interrogativi sono scaturiti rispetto alla nuova disciplina del RISCATTO, in particolare il riscatto degli anni di laurea, disciplinato dal recente Decreto Legge conosciuto come “quota cento”. La comunicazione e l’informativa sul testo del Decreto ha insinuato il dubbio se la nuova disciplina fosse estensibile ai Biologi liberi professionisti iscritti all’Enpab. La risposta è NO.
La nuova disciplina è riservata agli “iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335” quindi a chi risulta avere una posizione previdenziale attiva dal 01 gennaio 1996 presso l’INPS e non anche ai liberi professionisti iscritti presso le Casse o Enti di previdenza di categoria.
L’IMPORTANTE è chiarire da subito che per noi Biologi questo non comporta alcun pregiudizio, al contrario da oltre dieci anni l’Enpab riconosce la facoltà all’iscritto di riscattare gli anni di laurea, con una regolamentazione che è sicuramente ritagliata maggiormente alle nostre esigenze. Infatti, la contribuzione da versare per gli anni che si ritiene di voler riscattare è rapportata alla media dei redditi degli ultimi cinque anni, come tale riferita individualmente a ciascuno di noi; vi è la possibilità di rateizzare l’ammontare complessivo riscattato in ventiquattro mesi; ed in più – a differenza del Decreto quota cento – il vantaggio fiscale è significativo se si considera che i contributi riscattati con Enpab sono interamente deducibili a fronte di una percentuale del solo 50% prevista dalla nuova disciplina.
A QUESTO LINK potete trovare il regolamento Enpab con i riferimenti al riscatto degli anni di laurea.
CONFERENZE DI GROW-UP
Una Cassa di previdenza che comunica in maniera orizzontale con gli iscritti (e tra gli iscritti) accompagnandoli prima ancora che diventino professionisti, è la risposta alla fotografia che emerge dai neoiscritti all’Ente, il loro disorientamento e la non conoscenza del sistema previdenziale.
Con questa visione l’Enpab (Cassa di Previdenza e Assistenza a Favore dei Biologi) ha realizzato un ciclo di conferenze (CONFERENZE DI GROW-UP) con l’intento di raggiungere una larga fetta di studenti all’ultimo anno, neo-professionisti non ancora iscritti all’Albo e studenti interessati, per responsabilizzarli e dotarli di tutti quegli strumenti utili a conoscere il loro lavoro e la loro professione perché la pensione non è solo l’atto finale del lavoro ma un percorso che si costruisce da giovani.