Il nostro Centro Studi da qualche anno è impegnato nell’elaborazione e nella lettura di dati, raccolti costantemente tramite l’area riservata del sito istituzionale, e fornisce periodicamente una fotografia sulla professione del biologo, le sue trasformazioni, le dinamiche reddituali e le diverse evoluzioni professionali.

La fotografia serve da orientamento soprattutto per le strategie di welfare integrato delle quali Enpab è fortemente convinta possano sostenere non solo le opportunità dovute a momenti particolari della vita (assistenza) ma anche e soprattutto le attività professionali dei più giovani o di chi, per vari motivi, si trovi ad affrontare una diminuzione reddituale e professionale (welfare strategico). Le percezioni dei cambiamenti devono generare sempre positività verso il futuro, soprattutto quando la professione richiede una grande competitività e una larga formazione che si fonda quasi sempre sulla velocità del progresso scientifico e tecnologico.

grafico1 indagineTabella 1 – Aree tematiche dei libero-professionisti biologi

 

La tabella ci presenta una realtà molto ben delineata con l’11,2% titolare o socio di un laboratorio di analisi e l’88,8% dedito alla libera professione individuale. Nel totale complessivo il 42,7% è rappresentato da nutrizionisti. L’approfondimento da parte del Centro Studi Enpab si è orientato a comprenderne l’evoluzione (nell’ultimo anno cresciuti del 65% e dal 2011 del 187%), seguendo i parametri del reddito, degli iscritti, del genere, individuando l’incrocio di domanda e offerta di esperti della nutrizione attraverso la diffusione geografica per aree di popolazione e valutando come le politiche di welfare attivo operate nel corso degli ultimi 4 anni abbiano inciso nelle loro dinamiche reddituali. La realtà dei biologi nutrizionisti è preponderante in Enpab, anche per le partite iva aperte in questo ambito professionale. Ed è per questo che siamo partito da questi professionisti nella fase iniziale della sperimentazione di attività a supporto dei redditi.

Le esigenze d’intervento sono orientate, con strumenti adeguati, per affrontare i nuovi mercati del lavoro in cui domineranno le competenze multiple e associazioni di professionisti in grado di offrire servizi “chiavi in mano” a committenti con molteplici necessità.

La curva dei redditi, indicata figura 1, dà la percezione dell’andamento del lavoro che ha conosciuto una crescita costante fino al 2005 con un incremento del reddito del 41% per poi riposizionarsi nel 2015 con una flessione del -9,95% nel 2008, di un ulteriore -17,62% nel 2011 e del -9,37 nel 2014 per poi iniziare a crescere in maniera consistente e ben definita del 16,12% solo nell’ultimo anno.

 figura 1redditi

Figura 1 – Andamento redditi medi dei biologi nutrizionisti/andamento percentuale

 

Lo stesso dato evidenzia, nella figura 2, la necessità di interventi di welfare attivo mirati a sostenere la professione e, quindi, incrementare i redditi professionali.

 

Figura 2redditi

Figura 2 – Reddito medio popolazione Enpab/biologi nutrizionisti

 

 

Dalla figura 3 emerge chiaramente come l’andamento reddituale, grazie a un calcolo che tiene in considerazione esclusivamente parametri interni alla professione del biologo nutrizionista (numero nutrizionisti iscritti/redditi nutrizionisti iscritti), porta alla considerazione che l’offerta di professionalità nel campo della nutrizione trova una altrettanto alta domanda di specialisti della nutrizione per cui è evidente che il mercato assorbe interamente la domanda.

 

 

Figura3redditi

Figura 3 – nutrizionisti verso redditi medi

 

 

Sono queste le notizie necessarie, anzi indispensabili, per costruire una strategia che risponda alle reali esigenze e non a generiche considerazioni di carattere formale. Sono in fase di elaborazione gli altri ambiti legati alla biologia clinica, ambientale e genetica per poi comprendere la totalità degli iscritti all’ente.

I grafici proposti ci pongono davanti alcune possibili aree di intervento.

La prima riflessione sulla libera professione porta a considerare fondamentale la costruzione di quell’auto-imprenditorialità che sembra essere oggi la chiave del successo professionale. Nostro compito sarà quello di continuare a sviluppare politiche attive a sostegno della professione, con ripercussioni dirette e indirette sui redditi e, quindi, sull'adeguatezza delle prestazioni previdenziali. Esempio eloquente per Enpab è il “Progetto scuola”, portato avanti in collaborazione con il Ministero dell'Università, nato come esperienza formativa remunerata con una borsa di studio per svolgere attività di divulgazione al corretto stile di vita ai bambini in circa 150 scuole elementari di Italia. Il progetto è divenuto una #start-up professionale grazie alla quale i biologi, formati dalla Cassa di previdenza - dopo un anno trascorso con bambini, insegnanti e famiglie - rimangono in possesso del piano e del materiale didattico, che potranno utilizzare per riproporre l'iniziativa finanziati da altre realtà.

La seconda riflessione, fondamentale per la nostra professione, porta a considerare come l'acquisizione di competenze trasversali, in un mercato libero professionale dove il professionista è anche il promotore di se stesso, diventa veramente di importanza strategica. Anche in questo caso l’ente promuove già da anni la “Giornata del biologo nutrizionista in piazza” che oltre a divulgare tra la popolazione il sano stile di vita contribuisce a far conoscere sempre di più la figura del biologo esperto in nutrizione.

La terza e ultima riflessione rappresenta la grande sfida del futuro della nostra Cassa che intende proseguire su scelte di welfare integrato favorendo, per i liberi professionisti, l'accesso al credito anche attraverso i Fondi Europei.

Enpab

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